Monographic Section

Teoria queer e scienze sociali: tra sfide e prospettive

Luca Guizzardi1, Salvatore Monaco2, Mara Sanfelici3

1 Università di Bologna, Italia

2 Università di Napoli Federico II, Italia

3 Università di Milano Bicocca, Italia

Email: luca.guizzardi@unibo.it; salvatore.monaco2@unina.it; mara.sanfelici@unimib.it



Il numero monografico della rivista CAMBIO, dal titolo Teoria queer e scienze sociali: tra sfide e prospettive, si propone di porre in risalto le diverse modalità attraverso cui la prospettiva queer permea e arricchisce il dibattito scientifico all’interno delle scienze sociali (Prearo 2012). Il concetto di “queer”, originariamente radicato nell’idealismo testuale (Butler 2011; Sedgwick 2011; de Lauretis 1991; Turner 2000), ha subito nel corso del tempo una trasformazione significativa (Valentini 2018), assumendo con il tempo la forma di una lente utile per analizzare le dinamiche del sé e delle relazioni sociali (Seidman 1993; Valdes 1995). La natura intrinsecamente fluida del concetto queer, contraddistinta da una resistenza attiva alle definizioni rigide (Bernini 2017), si manifesta attraverso la costante volontà di decostruire criticamente le etichette convenzionali (Brown, Nash 2010; Compton et al. 2018). Questa resistenza, lungi dall’essere meramente concettuale, si insinua profondamente nell’analisi delle dinamiche di genere (Marvel 2013) e della sessualità (Hammack et al. 2019; Gilley, Masullo 2023), del diritto e delle politiche identitarie (Marella 2017). L’approccio queer, dunque, non si limita a delineare nuovi paradigmi di pensiero (Halley 2009), ma promuove una prospettiva inclusiva che si emancipa da stereotipi consolidati (Meyer et al. 2022), offrendo una visione più aperta e pluralistica della società (Corbisiero, Monaco 2024).

Partendo da tali premesse, l’intento di questa curatela è quello di passare in rassegna alcune tra le ramificazioni e le applicazioni della teoria queer all’interno del vasto campo delle scienze sociali, con un’attenzione specifica alle sfide teoriche e metodologiche emergenti. Gli articoli del numero monografico afferiscono ad una vasta gamma di discipline, tra cui sociologia, antropologia, studi culturali, scienze giuridiche e servizio sociale. Le autrici e gli autori, pur adottando prospettive differenti, sono accomunati dalla volontà di sottolineare la connessione tra la teoria queer e le discipline specifiche, sottolineando le sinergie e le tensioni che possono sorgere, anche nel contesto italiano (Pustianaz 2011). I contributi spaziano dalla teoria alla pratica, dalla critica delle norme sociali e culturali esistenti all’analisi delle esperienze individuali e collettive, rivelando nuovi orizzonti e potenzialità che la teoria queer apre nel panorama scientifico e sociale, pur nella consapevolezza di ostacoli e aspetti critici.

Il numero si apre con il paper di Antonella Berrito, dal titolo Identità in crescita: promuovere l’autodeterminazione attraverso la “socializzazione queer”, che parte dall’assunto consolidato secondo il quale la socializzazione al genere è una delle componenti fondamentali nel processo di costruzione dell’identità individuale. A partire dalla differenza sessuale, ogni attore sociale intraprende un percorso di apprendimento e rielaborazione della propria identità di genere, interagendo con varie agenzie di socializzazione che trasmettono ruoli e aspettative rigidamente legate al maschile e al femminile. Sulla base di questi assunti, Berrito offre un’analisi approfondita delle possibilità di promuovere processi di socializzazione queer fin dall’infanzia, mettendo in rilievo l’importanza di creare un ambiente che sostenga il diritto all’autodeterminazione e alla libertà di genere. Proponendo di superare i limiti intrinsechi al tradizionale sistema di genere binario (e, dunque, riconoscendo uno spettro più ampio di espressioni di genere), Berrito si interroga sulle possibilità e sui confini di un cambio di paradigma che consenta ai bambini e alle bambine di esprimere autenticamente sé lontano da pregiudizi e restrizioni.

Il saggio di Fabio Corbisiero, Queer oltre l’urbano: spazi periferici, Sud globale e nuove regionalità sessuali, propone una rilettura critica delle geografie queer contemporanee a partire da una messa in discussione del paradigma metronormativo che ha storicamente associato l’esperienza LGBTQIA+ allo spazio urbano occidentale. Attraverso un dialogo tra teoria queer, sociologia dello spazio e studi decoloniali, Corbisiero analizza come le soggettività non eteronormative si producano e si negozino in contesti rurali e mediterranei. Particolare attenzione viene dedicata al contesto italiano e al Mediterraneo, intesi come laboratori di sperimentazione di pratiche queer situate, in cui turismo, mobilità e modelli familiari contribuiscono a riconfigurare visibilità, intimità e agency. Corbisiero ritiene che una prospettiva veramente critica richieda la decolonizzazione dello sguardo sociologico occidentale, capace di decentrarsi rispetto alle traiettorie euroamericane e di riconoscere la pluralità delle temporalità, delle scale e delle forme di vita queer.

Tra la filosofia politica e la sociologia culturale si posiziona il saggio Lotta queer per il riconoscimento: non è ideologia, ma giustizia. Riflessioni a partire da Axel Honneth, di Luca Guizzardi. Il carattere innovativo del contributo risiede nella proposta di leggere l’ideologia del gender come forma ideologica di negazione di riconoscimento e, allo stesso tempo, la lotta del movimento LGBTQIA+ come forma di lotta di riconoscimento non ideologica. Per sostenere questa ipotesi, Guizzardi discute soprattutto di due processi delineati da Honneth: quello della reificazione e quello della produzione di ideologia. Secondo l’autore, questi due processi sono strettamente connessi da un legame di reciproca necessarietà: il secondo produce il primo che, a sua volta, lo rafforza.

Lost in Representation: pratiche di riconoscimento e disallineamento da parte degli/delle adolescenti rispetto alle rappresentazioni LGBTQIA+ nei media digitali si focalizza sulle percezioni di adolescenti LGBTQIA+ rispetto alle rappresentazioni e auto-rappresentazioni delle soggettività LGBTQIA+ nei media digitali. Più nello specifico, Raffaella Maiullo, Francesca Comunello, Lorenza Parisi, Cosimo Marco Scarcelli, Vittoria Bernardini indagano, a partire da 21 interviste in profondità con giovani tra i 16 e i 18 anni, in che modo la visibilità queer online venga recepita, filtrata e talvolta rifiutata da parte di persone LGBTQIA+. In questo contesto, la selettività, il silenzio e il distacco diventano strategie attive di agency comunicativa, capaci di negoziare l’appartenenza e ridefinire le condizioni di riconoscimento. Il lavoro invita a ripensare la visibilità non come valore assoluto, ma come spazio negoziato tra istanze di autenticità, affermazione di desideri e complessità che caratterizzano le esperienze queer nel corso dell’adolescenza.

Salvatore Monaco, nel contributo Health Beyond Norms: Queer Access, Resistance, and the Reimagining of Care, esamina i modi in cui i sistemi sanitari, nonostante gli impegni formali a favore dell’universalità, riproducono disuguaglianze strutturali che talvolta emarginano le persone queer. Con specifico riferimento al contesto italiano, il lavoro passa in rassegna i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sullo stato di salute e le esperienze sanitarie delle persone transgender e non binarie. L’analisi rivela marcate disuguaglianze nell’accesso alle cure preventive e nell’esposizione alla discriminazione, sottolineando il divario tra i principi formali del servizio sanitario nazionale e la realtà vissuta dalle soggettività queer. Sulla base di queste considerazioni, Monaco sottolinea la necessità del passaggio dall’inclusione retorica alla trasformazione strutturale, identificando alcune aree chiave per favorire il cambiamento: destrutturare le epistemologie mediche, riconfigurare l’organizzazione spaziale dell’assistenza, investire nella formazione professionale e accrescere la responsabilità istituzionale.

Il penultimo articolo, firmato da Mara Sanfelici e Luca Pavani, si intitola Il possibile contributo delle teorie queer alla prospettiva anti-oppressiva nel servizio sociale. Il lavoro riflette sulle possibili intersezioni tra l’anti-oppressive social work e le teorie queer, per delineare il contributo che queste ultime possono portare nel campo del servizio sociale. L’intento comparativo tra i due filoni prende avvio dall’identificazione di un comune movente pragmatico: pur sviluppatisi in contesti e in relazione a istanze differenti, in entrambi i casi l’origine e l’evoluzione hanno visto l’emergere di riflessioni teoriche, sollecitate da movimenti che hanno lottato e lottano per il riconoscimento di discorsi, esperienze e pratiche tenute ai margini o esposte a forme di discriminazione. Per Sanfelici e Pavani, dunque, appare utile cogliere possibilità di ibridazione tra i due sguardi, al fine di potenziare le lenti teoriche con cui studiosi e professionisti del servizio sociale cercano non solo di comprendere i fenomeni, ma anche di innescare trasformazioni nei mondi di vita di persone e comunità sistematicamente esposte a forme di misconoscimento o riconoscimento negativo.

Giacomo Viggiani chiude il numero con il saggio Le normative a contrasto alle terapie di conversione sessuale. Un’analisi socio-giuridica. Le pratiche descritte, finalizzate a reprimere o modificare l’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone queer, hanno ricevuto la condanna unanime della comunità scientifica per la loro infondatezza, inefficacia e per i gravi danni psicologici che possono causare. Viggiani propone una loro classificazione sulla base di quattro paradigmi (regolatorio-deontologico, proibizionista limitato, proibizionista integrale, ostile alla regolazione) e li confronta lungo vari assi: la fonte giuridica, i soggetti tutelati, le pratiche vietate e le sanzioni previste. L’analisi mette in luce limiti e potenzialità delle diverse strategie legislative, evidenziando l’importanza di accompagnare gli interventi normativi con misure culturali e educative, sottolineando l’urgenza di un approccio intersezionale e strutturale alla tutela dei diritti LGBTQIA+.

Ringraziando sinceramente coloro che hanno scelto di prendere parte a questa esperienza editoriale, desideriamo concludere con una riflessione che auspichiamo possa stimolare nuovi spunti di discussione. Come afferma Muñoz (2022: 1), «il queer è qualcosa che ci fa sentire che questo mondo non è abbastanza, che, di fatto, qualcosa manca». Si tratta di un appello che richiama la necessità di una profonda ridefinizione dei confini con cui conosciamo gli altri e il mondo e delle strutture sociali, politiche e culturali. L’obiettivo di questo lavoro collettivo, dunque, non è solo quello di mettere in luce un vissuto di mancanza, ma anche di individuare le possibilità che essa apre, tracciando nell’ambito delle scienze sociali percorsi che contribuiscano a rifiutare ogni forma di normatività.

Riferimenti bibliografici

Butler J. (2011), Questioni di genere. Il femminismo e la sovversione dell’identità, Bari-Roma: Laterza.

Bernini L. (2017), Le teorie queer. Un’introduzione, Milano: Mimesis.

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Compton D’.L., Meadow T., Schilt K. (2018), Other, Please Specify. Queer Methods in Sociology, Oakland: University of California Press.

Corbisiero F., Monaco S. (2024), Manuale di studi LGBTQIA+, Torino: UTET.

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Gilley B.J., Masullo G. (2023), Non-Binary Family Configurations: Intersections of Queerness and Homonormativity, Cham, SW: Springer.

Hammack P.L., Frost D.M., Hughes S.D. (2018), Queer intimacies: a new paradigm for the study of relationship diversity, in «The Journal of Sex Research», 56(4-5): 556-592.

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Marella M.R. (2017), Queer Eye for Straight Guy. Sulle possibilità di un’analisi giuridica queer, in «Politica del diritto», 3, 383-414.

Marvel S. (2013), Polymorphous reproductivity and the critique of futurity: toward a queer legal analytic for fertility law, in «Jindal Global Law Review», 4(2), 294-312.

Meyer S.J., Dale E.J., Willis K.K.M. (2022), “Where My Gays At?” The Status of LGBTQ People and Queer (LGQ) Parent Families, in «Non-profit and Voluntary Sector Quarterly», 51, 3, 556-586.

Muñoz J.E. (2022), Cruising Utopia. L’orizzonte della futurità queer, Roma: Nero.

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Turner W.B. (2000), A genealogy of queer theory, Philadelphia: Temple University Press.

Valdes F. (1995), Queers, Sissies, Dykes, And Tomboys: Deconstructing the Conflation of ‘Sex’, ‘Gender’, and ‘Sexual Orientation’ in Europe and American Law and Society, in «California Law Review», 83, 1, 344-377.

Valentini F. (2018), Genealogie queer. Teorie critiche delle identità sessuali e di genere, Verona: ombre corte.