https://oaj.fupress.net/index.php/formare/issue/feed Form@re - Open Journal per la formazione in rete 2020-08-31T10:49:41+00:00 Paolo Federighi paolo.federighi@unifi.it Open Journal Systems <p><em>Form@re</em> è un periodico quadrimestrale che si propone di raccogliere&nbsp;ricerche ed esperienze didattiche, in particolare sui seguenti&nbsp;argomenti: ricerca educativa fondata su evidenza, principi e metodi&nbsp;dell’'istruzione, innovazione della scuola, tecnologie&nbsp;nell’'insegnamento e apprendimento, media education, didattica e inclusione, didattiche disciplinari, competenze di base e trasversali,&nbsp;e-learning, knowledge management, lifelong learning.</p> <p>Nel 2013 <em>Form@re</em> è stato ceduto dalla casa editrice Erickson al&nbsp;Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università&nbsp;di Firenze.<br><em>Form@re</em> è rivista scientifica di Classe A per il settore concorsuale 11/D2, secondo la classificazione ANVUR.</p> https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/9549 Project design. Core contents for education and training professionals’ education 2020-08-31T10:49:19+00:00 Giovanni Bonaiuti g.bonaiuti@unica.it Giovanna Del Gobbo giovanna.delgobbo@unifi.it Francesca Torlone francesca.torlone@unisi.it <h3>Progettare. I contenuti core per la formazione dei professionisti dell’educazione e della formazione alla progettazione</h3> <h3>&nbsp;</h3> <p>&nbsp;</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Giovanni Bonaiuti, Giovanna Del Gobbo, Francesca Torlone https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8920 Break time as the time to choose. For an educational planning after the coronavirus 2020-08-31T10:49:15+00:00 Michele Corsi michele.corsi@unimc.it <p>This paper is dedicated to the contemporary society and culture with a progressive perspective particularly focused on the families and the schools, in the light of the current coronavirus pandemic that has triggered new reflections and has proposed, or re-proposed, some important values. In reference to this lesson, the author writes about an educational planning that concerns these institutions. With a primary task entrusted to Italian pedagogy and training.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Tempo di pausa, tempo di scelta. Per una progettazione educativa dopo il coronavirus</h3> <p>Il contributo indaga, ovviamente con uno sguardo in progress, la società e la cultura contemporanee sui versanti particolarmente delle famiglie e delle scuole, alla luce dell’attuale pandemia da coronavirus che ha attivato nuove riflessioni e proposto, o riproposto, taluni valori fondamentali. Nel solco di questa lezione, l’autore dà spazio a una progettazione educativa che riguarda questi istituti. Con un compito primario affidato alla pedagogia e alle didattiche italiane.</p> 2020-07-31T15:45:05+00:00 Copyright (c) 2020 Michele Corsi https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8461 Design and evaluation of experimental leaving care interventions 2020-08-31T10:49:10+00:00 Luisa Pandolfi lupandolfi@uniss.it Adriana Ciampa aciampa@lavoro.gov.it Donata Bianchi bianchi@istitutodeglinnocenti.it Lucia Fagnini fagnini@istitutodeglinnocenti.it Sara Degl'Innocenti atcareleaver@istitutodeglinnocenti.it <p>The paper explores the theme of design and evaluation of paths to adulthood for young people leaving the care and protection system. An innovative and relevant theme for educational research, that brings into play different skills, professionals, services and institutions. Starting from the theoretical and political-strategic framework, the methodological plan of the national experimentation promoted by the Ministry of Labor and Social Policies and carried out in collaboration with the Istituto degli Innocenti is presented, which is expressed in a plurality of and evaluation design levels. The challenge is to make a constructive dialogue between scientific research, policies and professional practice in order to develop and to improve intervention models on decisions evidence-based decisions.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Progettazione e valutazione di interventi sperimentali per l’accompagnamento all’autonomia dei care leavers</h3> <p>Il contributo affronta il tema della progettazione e valutazione di percorsi di accompagnamento all’autonomia per ragazze e ragazzi che, al compimento della maggiore età, lasciano il sistema di protezione e tutela. Un tema innovativo e rilevante per la ricerca educativa che chiama in gioco diverse competenze, professionalità, servizi e istituzioni. Partendo dal quadro teorico e politico-strategico di riferimento, viene presentato l’impianto metodologico della sperimentazione nazionale promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e realizzata in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, che si declina in una pluralità di livelli progettuali e valutativi. La sfida è quella di far dialogare in modo costruttivo la ricerca scientifica, le politiche e la pratica professionale per sviluppare e migliorare i modelli di intervento sulla base di decisioni fondate su basi di conoscenze valide.</p> 2020-07-31T16:10:01+00:00 Copyright (c) 2020 Luisa Pandolfi, Adriana Ciampa, Donata Bianchi, Lucia Fagnini, Sara Degl'Innocenti https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8957 Designing development interventions in the international migration field: theories, strategies, approaches and skills 2020-08-31T10:49:06+00:00 Francesco De Maria francesco.demaria@unifi.it Alessandro Rabbiosi alessandro.rabbiosi@expertisefrance.fr <p>This paper starts from a reflection on the structural and emerging problems affecting migration phenomena. It also provides an overview on the project design in international cooperation with the Theory of Change (ToC). Based on these the paper develops some aspects that are considered relevant for the construction of development interventions in the international migration field, such as the definition of assumptions or the formulation of indicators. An evidence-based approach that integrates the dimensions of research, problem analysis and project design is presented, based on a case study carried out in Ivory Coast. Moreover the paper focuses on the learning outcome on project design relating to L-19 study programmes to reflect both on the knowledge/skills that are needed to work in specific areas such as the one herein presented and on the educational and professional contexts that can encourage the construction of this type of expertise.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Progettare interventi di sviluppo nel settore delle migrazioni internazionali: teorie, strategie, approcci e competenze</h3> <p>A partire da una riflessione sui problemi strutturali ed emergenti che interessano i fenomeni migratori e attraverso una panoramica sul tema della progettazione nella cooperazione internazionale con la Teoria del Cambiamento (ToC), il lavoro sviluppa alcuni aspetti ritenuti rilevanti nella costruzione di interventi di sviluppo nel settore delle migrazioni internazionali, come la definizione delle <em>assumptions</em> o la formulazione degli indicatori. All’interno di questo quadro, viene presentato un approccio <em>evidence-based</em> che integra le dimensioni di ricerca, analisi dei problemi e progettazione, basato su uno studio di caso realizzato in Costa d’Avorio. Il contributo declina in ultimo i contenuti core dell’obiettivo formativo sulla Progettazione relativo ai corsi di studio L-19 al fine di riflettere, da una parte, sulle conoscenze e sulle competenze utili per lavorare in ambiti specifici come quello qui presentato; dall’altra, sui contesti formativi e professionali che possono favorire la costruzione di questo tipo di <em>expertise</em>.</p> 2020-07-31T16:22:10+00:00 Copyright (c) 2020 Francesco De Maria, Alessandro Rabbiosi https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8457 Learning and Territory. Design as a leverage for sustainable development in local communities 2020-08-31T10:49:37+00:00 Claudio Pignalberi claudio.pignalberi@uniroma3.it <p>The paper focuses on the importance of training design for the development of the territory by outlining the functions, learning contents and skills of the subject for the definition and cultivation of sustainable practices for well-being and active citizenship. The paper, therefore, invites the reader to reflect on the theme of training, identifies educational practices and development prospects and then presents the results of a training project carried out in a small lazial village. It is precisely from the small local realities that it is possible to open the space for a design aimed at training citizens who are protagonists able to provide their contribution to responsibly inhabit the territory, in the acquired awareness of the close interdependence that unites person and community, between local and global.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Apprendimento e Territorio. La progettazione come leva per lo sviluppo sostenibile nelle comunità locali</h3> <p>Il contributo si concentra sull’importanza della progettazione formativa per lo sviluppo del territorio delineando le funzioni, i contenuti di apprendimento e le skills del soggetto per la definizione e coltivazione di pratiche sostenibili per il benessere e la cittadinanza attiva. Il contributo, pertanto, invita il lettore ad una riflessione sul tema della formatività, individua le pratiche educative e le prospettive di sviluppo per poi presentare i risultati di un progetto formativo realizzato in un piccolo borgo laziale. È proprio dalle piccole realtà locali che è possibile aprire lo spazio per una progettazione mirante a formare cittadini protagonisti in grado di fornire il proprio contributo per abitare responsabilmente il territorio, nell’acquisita consapevolezza della stretta interdipendenza che unisce persona e comunità, tra locale e globale.</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Claudio Pignalberi https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8453 Agile Project Design: a systematic literature review on Agile Education applied to design 2020-08-31T10:49:03+00:00 Marialaura Moschella mmoschella@unibz.it <p>Design requires adaptive, resilient and sustainable strategies. The present study proposed an approach to design that borrows some cross-cutting elements of Agile methodologies, widely used in the software development processes and management. The systematic literature review conducted to answer the research questions highlighted the possibility of transposing this paradigm to educational contexts, not only for the teaching-learning process but also for the design phases. 13 studies have been examined and their analysis has been reported in the results. It emerged that the alignments between the different contexts were noticeable as well as some empirical studies which reported the adaptability of the approach to the educational field. These findings consistent with previous research suggest that future work should focus on the peculiarities of this perspective and should empirically evaluate it.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Una progettazione Agile: revisione sistematica della letteratura sull’approccio Agile applicato al contesto educativo</h3> <p>La progettazione educativa richiede strategie adattive, resilienti e sostenibili per adeguarsi ai contesti e agli studenti. L’articolo propone un approccio alla progettazione che prende in prestito alcuni elementi trasversali delle metodologie <em>Agile</em>, largamente usate in campo informatico ed economico. La revisione sistematica della letteratura ha evidenziato la possibilità di trasporre questo paradigma a contesti educativi, non solo per la didattica di classe, ma anche per le fasi della progettazione. 13 studi sono stati considerati per rispondere alle domande di ricerca e l’analisi dettagliata è presentata nei risultati. È emerso che le affinità tra i diversi contesti sono considerevoli, così come lo è il grado di adattabilità e sostenibilità riscontrato negli studi empirici. Questi primi risultati, coerenti con ricerche precedenti, suggeriscono di focalizzare future ricerche sulle caratteristiche specifiche di questo approccio e di valutarlo empiricamente.</p> <p><span style="font-weight: 400;">&nbsp;</span></p> 2020-07-31T18:13:56+00:00 Copyright (c) 2020 Marialaura Moschella https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8911 Projectuality and education, between learning objectives and political-cultural dynamics 2020-08-31T10:49:27+00:00 Rosita Deluigi rosita.deluigi@unimc.it Massimiliano Stramaglia massimiliano.stramaglia@unimc.it <p>The importance of<em> knowing how to design</em> is constantly and inevitably experienced in the concreteness of the territories. In the social field, the recipients are no longer to be considered mere receptors of interventions planned upstream, but active protagonists. In this situation, the educator assumes an eminently political role and adopts the socio-cultural animation framework, connecting individual projectuality and community planning. Finally, the article presents an analysis of the core contents of the degrees class L-19, identified, at the national level, through the research project Teco-D Pedagogia; some research paths and lines of contamination and implementation between <em>researchers</em> and <em>professionals</em>; various content proposals related to the training path of kindergarten and socio-pedagogical educators in order to the unavoidable, and sometimes neglected, theme of educational planning.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Per un’educazione progettuale, tra obiettivi formativi e dinamiche politico-culturali</h3> <p>L’importanza del <em>saper progettare</em> si coniuga con la proposta di una centratura sui territori, nell’ambito dei quali i soggetti destinatari non sono più da considerarsi meri recettori di interventi progettati a monte, ma protagonisti attivi degli stessi. L’educatore, in siffatto frangente, assume un ruolo eminentemente politico e adotta l’idea-guida dell’animazione socio-culturale, così da connettere il piano della progettualità con quello della progettazione vera e propria. Si offrono, infine, delle analisi inerenti ai contenuti core della classe delle lauree L-19, individuati, a livello nazionale, attraverso il progetto di ricerca Teco-D Pedagogia; delle piste di ricerca e delle linee di contaminazione attuativa fra i <em>teorici</em> e i <em>pratici</em>; alcune proposte contenutistiche relative al percorso di formazione degli educatori di nido e socio-pedagogici in ordine al tema ineludibile, e talora trascurato, della progettazione educativa.</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Rosita Deluigi, Massimiliano Stramaglia https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8450 Professional identity and formative choices 2020-08-31T10:49:41+00:00 Agnese Rosati agnese.rosati@unipg.it Mina De Santis mina.desantis@unipg.it <p>Starting from the study of Gruppo di Lavoro TECO-D (Test sulle Competenze) Pedagogia, set up by Anvur this review wants to initiate a reflection about childcare worker’s role and trying to define his responsibilities and skills. The focus is on educational design, which takes shape as an effective strategy in supporting higher education for the L-19’s educator, highlighting how it has to refer necessarily to core contents. In this conceptual space, meant as setting that needs to be redefined over time, learning processes emerge, as well as commitment, responsibility, theoretical and practical guidelines of on educational project, representing an effective formative curriculum for professionals in education and training.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Identità professionale e scelte formative</h3> <p>Il contributo avvia una riflessione intorno alla ri-definizione della figura dell’educatore, per individuarne responsabilità e competenze, partendo dalla ricerca svolta dal Gruppo di Lavoro TECO-D (Test sulle Competenze) Pedagogia, istituito dall’Anvur. L’attenzione si pone sul tema della progettazione educativa, che si delinea come strategia efficace nel sostenere la formazione del profilo dell’educatore del Corso di laurea afferente alla classe L-19, per evidenziare come essa debba necessariamente fare riferimento ai contenuti core. In questo spazio, inteso come cornice da costruire e ridefinire nel tempo, si concretizzano i processi formativi e si delineano gli impegni e le responsabilità che richiamano alle coordinate teoriche ed operative di una progettazione educativa che si rende offerta formativa efficace per i professionisti dell’educazione.</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Agnese Rosati, Mina De Santis https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8908 Developing educational planning competence in the bachelor’s degree in Education 2020-08-31T10:49:30+00:00 Gina Chianese gchianese@units.it Matteo Cornacchia mcornacchia@units.it <p>The purpose of the paper is to analyze the ways through the which the study courses in Education and Training Sciences develop the educational planning competence, recognized by the TECO project as one of the six final training objectives of the L-19 degree class. The educational planning competence is recognized as key condition in educational work and more than other, it assumes in itself the paradigm of the complexity in taking into account constraints and resources, opportunities and risks. Since the development of competences implies experiential and pro-active approaches, the academic courses engaged in the training of educational figures must be able to connect the academic know-how and theories (disciplinary contents) to the learning in situation/context (apprenticeship and laboratories), to extra-curricular learning and experiences that, through informal channel/dimension, contribute to the development of the transversal competences and the professional <em>habitus</em>.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Sviluppare la competenza progettuale nel lavoro educativo all’interno dei corsi di studio in Scienze dell’educazione e della formazione</h3> <p>Scopo del contributo è analizzare le modalità attraverso cui i corsi di studio in Scienze dell’educazione e della formazione sviluppano la competenza progettuale, riconosciuta dal progetto TECO uno dei sei obiettivi formativi finali della classe di laurea L-19. La capacità di progettare viene riconosciuta fra le condizioni fondative del lavoro educativo e più di altre, assume in sé il paradigma della complessità, nella misura in cui devono essere considerati vincoli e risorse, opportunità e rischi. Dal momento che la formazione delle competenze (non solo progettuali) presuppone approcci esperienziali e proattivi, i percorsi universitari che preparano le professioni educative devono essere in grado di coniugare il sapere propriamente accademico (gli insegnamenti disciplinari) con spazi di apprendimento in situazione (tirocinio e laboratori) e spazi di apprendimento extracurricolare che, attraverso il canale dell’informale, contribuiscono alla costruzione delle competenze trasversali e degli abiti professionali.</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Gina Chianese, Matteo Cornacchia https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8912 Training the design skills based on the Agire educativo paradigm. The laboratories at the Sciences of Education Degree courses (L19) 2020-08-31T10:49:24+00:00 Loredana Perla loredanaperla1@gmail.com Laura Sara Agrati ls.agrati@unifortunato.eu <p>The design is assumed as the ability to adapt the models learned to the context and the situations in an <em>intelligent</em> way and a complex competence within the <em>Agire educativo</em> (Perla &amp; Riva, 2016) since it implies global-analytical approach, clinical intuition and know-how. The article deals with how to train this complex competence in view of the explanatory models – <em>Terzo educativo</em> (Perla, 2016a) and <em>Finalità-Variabili-Percorso</em> (F-V-P) (Rossi &amp; Toppano, 2009) in the specific abductive component of them, and describes the organizational structure as well as the operating devices of the laboratories (<em>EduLabo</em> and <em>Interventions on developmental disabilities</em>) held at the Science of Education Degree courses, at the University of Bari and Giustino Fortunato Open University. In this way, some clarifications regarding the complex nature of the design ability, exemplifications of the <em>didactically educational method</em> as well as arguments on the didactic coordination of the Science of Education Degree courses are offered.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Formare l’abilità progettuale alla luce del paradigma dell’<em>agire educativo</em>. I laboratori nei CdL-19</h3> <p>Il lavoro assume la progettazione come capacità di adattare in maniera <em>intelligente</em> modelli appresi in ragione del contesto e delle situazioni e la rilancia come competenza complessa dell’<em>Agire educativo</em> (Perla &amp; Riva, 2016) che implica approccio globale e analitico, intuizione clinica e tecnicalità. L’articolo pone la questione su come formare tale competenza complessa attraverso la ripresa dei modelli esplicativi del <em>Terzo educativo</em> (Perla, 2016) e della <em>Finalità-Variabili-Percorso</em> (F-V-P) (Rossi &amp; Toppano, 2009), nella specifica componente abduttiva, e descrive l’impianto organizzativo nonché i dispositivi operativi dei laboratori (<em>EduLabo</em> e <em>Interventi nelle disabilità dello sviluppo</em>) adottati nei CCdSS Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli Studi di Bari e Scienze dell’Educazione dell’Università Telematica Giustino Fortunato. Vengono, così, offerti alcuni possibili chiarimenti circa il carattere complesso dell’abilità progettuale, un’esemplificazione di <em>metodo didatticamente educativo</em> nonché argomenti sulla necessità di una regia didattica dei CdL-19.</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Loredana Perla, Laura Sara Agrati https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/9056 Soft skills and inter-disciplinarity as core contents for the education of educative professionals 2020-08-31T10:48:59+00:00 Maria Cinque maria.cinque@gmail.com Andrea Dessardo andrea.dessardo@unier.it <p>It is hard to discern among hard and soft skills as far as the competencies of professional educators are concerned, especially the socio-pedagogic ones, since these are people-oriented professions This assumption is confirmed by the analysis of the study plans and the Year Unique Forms (SUA) of the L-19 BA courses activated by Italian universities.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Competenze trasversali e interdisciplinarità come contenuti core per la formazione dei professionisti dell’educazione</h3> <p>È difficile distinguere tra hard e soft skill in relazione alle competenze degli educatori professionali, specie di quelli socio-pedagogici, dal momento che si tratta di professionalità particolarmente orientate al lavoro con le persone. Tale assunto trova conferma dall’analisi dei piani di studio e delle Schede Uniche Annuali (SUA) dei corsi di laurea L-19 attivati negli atenei italiani.</p> 2020-07-31T19:12:25+00:00 Copyright (c) 2020 Maria Cinque, Andrea Dessardo https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8881 Knowing how to design and evaluate educational and training interventions at the end of L-19 2020-08-31T10:48:56+00:00 Emanuela Maria Torre emanuela.torre@unito.it <p>Knowing how to plan educational and training interventions is one of the cardinal skills of the educator. This skill is as fundamental as it is complex and integrates with those relating to the evaluation and methodology of research. In order to understand which design and evaluation skills must be acquired, and therefore will constitute educational and professional baggage, by three-year graduates in class L-19, a research was conducted on a sample of students enrolled in masters’ degrees in the same area. The results of this survey highlight the importance of being able to have useful tools to anticipate and know the learning outcomes achieved by class L-19 graduates, in order to both facilitate their access to the world of work as competent professionals, and to be able to design and calibrate the second level offer.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Saper progettare e valutare interventi educativi e formativi in uscita dalla L-19</h3> <p>Saper progettare interventi educativi e formativi è una delle competenze cardine dell’educatore. Si tratta di una competenza tanto fondamentale quanto complessa che si integra con quelle relative alla valutazione e alla metodologia della ricerca. Allo scopo di comprendere quali competenze progettuali e valutative devono essere acquisite, e quindi costituiranno bagaglio formativo e professionale, dai laureati triennali nella classe L-19, si è condotta una ricerca su un campione di studenti iscritti alle lauree magistrali della stessa area. Gli esiti di tale indagine evidenziano l’importanza di poter disporre di strumenti utili a prefigurare e conoscere i risultati di apprendimento raggiunti dai laureati della classe L-19, sia per poterne agevolare l’accesso al mondo del lavoro come professionisti competenti, sia per poter progettare e calibrare l’offerta di secondo livello.</p> 2020-07-31T19:16:50+00:00 Copyright (c) 2020 Emanuela Maria Torre https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8501 Designing personalized teaching actions: implications for future teachers training 2020-08-31T10:48:53+00:00 Alessandra La Marca alessandra.lamarca@unipa.it Leonarda Longo leonarda.longo@unipa.it Elif Gulbay elif.gulbay@unipa.it <p>This paper presents the results of a study conducted in the academic year 2019-2020 at the University of Palermo with Primary Educational Sciences master’s degree course (LM 85-bis) students that were performing their third year in-class internship. We asked to 269 students who performed 50 hours of in-class internship during previous months to describe their didactic plans using a tailor-made guide by which we also aimed to help them carry out metacognitive reflection on personalized teaching. In addition, by the use of QTD test, we assessed students’ decision-making ability to plan a lesson in an inclusive school. We also examined their different perceptions of self-efficacy in behaviour management, inclusive teaching and collaboration in order to prepare the training project for the following last year of internship.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Progettare interventi didattici personalizzati: implicazioni per la formazione dei futuri insegnanti</h3> <p>L’articolo riporta i risultati di un’indagine sul terzo anno di tirocinio nel corso di laurea magistrale (LM 85-bis) in Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Palermo nell’anno accademico 2019-2020. È stato chiesto ai 269 studenti, che avevano svolto nei mesi precedenti 50 ore di tirocinio in classe, di descrivere le loro progettazioni didattiche seguendo una guida, appositamente costruita, che li aiutasse anche a svolgere una riflessione metacognitiva sulla didattica personalizzata; inoltre la capacità decisionale degli studenti, valutata con il test QTD, è stata messa in relazione con la loro capacità di progettare in una scuola inclusiva. Al fine di preparare il progetto formativo per il successivo ultimo anno di tirocinio sono state studiate le loro differenti percezioni di autoefficacia nella gestione del comportamento, nella didattica inclusiva e nella collaborazione.</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> 2020-07-31T19:36:39+00:00 Copyright (c) 2020 Alessandra La Marca, Leonarda Longo, Elif Gulbay https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8495 Contents and learning outcomes: a proposal for the subjects of the Specialization course on Support 2020-08-31T10:49:34+00:00 Francesca Pedone francesca.pedone@unipa.it Gabriella Ferrara gabriella.ferrara@unipa.it <p>In terms of monitoring and improving the design of the future activities of the Specialization Course for Support Activities (D.M. 30 September 2011), the work is part of the current debate on the search for specific indicators and shared tools to assess and improve the results of university teaching in this area. Identifying core contents in Specialization Courses is a key element in the design and training of future support teachers. The article presents the methodological approach of a research process put in place at the University of Palermo in a.a. 2018/19, for the identification of the skills of the support teacher and their translation into learning outcomes (learning outcomes). Starting from the theories of constructive alignment and the Pedagogical Content Knowledge, the result the definition of a synopsis framework containing the core contents expressed following the Dublin descriptors.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Contenuti e learning outcomes: una proposta per gli insegnamenti del Corso di Specializzazione sul sostegno</h3> <p>Il lavoro nell’ottica del monitoraggio e del miglioramento ai fini della progettazione delle attività future del Corso di Specializzazione per le Attività di Sostegno (D.M. 30 settembre 2011), si colloca in seno all’attuale dibattito sulla ricerca di indicatori specifici e di strumenti condivisi per valutare e migliorare i risultati della didattica universitaria in questo ambito. L’individuazione dei contenuti core nei Corsi di Specializzazione rappresenta un elemento chiave per la progettazione e la formazione dei futuri docenti di sostegno. L’articolo presenta l’impostazione metodologica di un processo di ricerca messo in atto presso l’Università degli Studi di Palermo nell’a.a. 2018/19, per l’identificazione delle competenze dell’insegnante di sostegno e la loro traduzione in risultati di apprendimento (learning outcomes). A partire dalle teorie dell’allineamento costruttivo e dal Pedagogical Content Knowledge si è giunti alla definizione di un quadro sinottico di riferimento dei contenuti core declinati secondo i descrittori di Dublino.</p> 2020-07-31T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Francesca Pedone, Gabriella Ferrara https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8452 Education in nature and educational evaluation: for a common design 2020-08-31T10:48:49+00:00 Michela Schenetti michela.schenetti@unibo.it Rossella D'Ugo rossella.dugo@uniurb.it <p>This paper focus on the encounter between the theoretical principles and the methodologies of didactics in nature and the paradigm of educational evaluation. To the former literature has always recognized a key role in promoting children’s development; to the latter recent investigations recognize the undisputed merit of supporting teachers in a constant deliberation on the quality, broadly speaking, of their own teaching capabilities. An overview of the most recent literature on both these themes will be offered, in the attempt to highlight how much the encounter between an educational practice, considered innovative, and a rigorous approach to formative assessment, can affect the rethinking of teaching practices and the development of professionalism of teachers. In line with these assumptions, this study can be considered as the first stage of a project that is aimed at providing tools for the definition and the validation of educational evaluation in monitoring and promoting the quality of didactics in nature.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Didattica in natura e educational evaluation: per una progettazione comune</h3> <p>Il presente contributo intende porre l’attenzione sull’incontro tra i principi teorici e le metodologie della didattica in natura e il paradigma dell’<em>educational evaluation</em>. Alla prima la letteratura riconosce da sempre un ruolo chiave nella promozione dello sviluppo dei bambini; al secondo le recenti indagini riconoscono il merito indiscusso di sostenere gli insegnanti in una costante riflessione sulla qualità, in senso lato, della propria didattica. Verrà offerta una panoramica della più recente letteratura su entrambi i temi sostenendo quanto l’incontro tra una pratica educativa considerata innovativa e un approccio rigoroso alla valutazione formativa possa incidere sul ripensamento delle pratiche didattiche e sullo sviluppo della professionalità dei docenti. In linea con tali presupposti il contributo si pone come primo tassello di un progetto che prevede la definizione e la validazione di strumenti di educational evaluation deputati al monitoraggio e alla promozione della qualità della didattica in natura.</p> 2020-07-31T20:01:42+00:00 Copyright (c) 2020 Michela Schenetti, Rossella D'Ugo https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8910 The business consultant, role and functions in the learning process within organizational contexts 2020-08-31T10:48:45+00:00 Gabriella Campanile gabriella.campanile@daxogroup.it <p>The business consultant in the learning process in organizational contexts is not clearly defined and still constantly in evolution. This comes from my professional career as a business consultant. According to my experience, I try to highlight the central elements of the function performed in businesses, mainly within Small and Medium Enterprises (SMEs) and the role plaid by the expert in learning processes. Furthermore an issue is related to the development of professional skills as well as which are the key competences needed by these professionals. Culture is changing about experts in learning processes and their role that is constantly evolving.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Il consulente aziendale, ruolo e funzioni nel processo di apprendimento nei contesti organizzativi</h3> <p>Il consulente aziendale nel processo di apprendimento nei contesti organizzativi è una figura dai tratti non chiaramente definiti ed in continua evoluzione. All’interno di questa riflessione, frutto di un’analisi del mio percorso professionale in qualità di consulente aziendale, evidenzio quelle che, secondo la mia esperienza, sono gli elementi centrali della funzione svolta all’interno della consulenza nelle aziende, prevalentemente nelle piccole e medie imprese (PMI) ed il ruolo che svolge il consulente dei processi di apprendimento nelle imprese. La riflessione prosegue sullo sviluppo della professionalità del formatore lasciando aperta la questione delle <em>key competences</em> di cui questa figura necessita. Si evidenzia un cambio di passo nella cultura degli esperti dei processi di apprendimento e del loro ruolo che è in continua evoluzione.</p> 2020-07-31T20:10:28+00:00 Copyright (c) 2020 Gabriella Campanile https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/9255 The impact of evidence based methodology on the design of doctoral research: a case study 2020-08-31T10:48:42+00:00 Elisabetta De Marco demarco.eli@gmail.com Stefania De Santis stefania.desantis@unisalento.it <p>The spreading of the “pedagogical culture of evidence” has triggered a broad debate on the specific contribution of the evidence based methodology to scientific research in the field of educational studies (Calvani, 2007; Calvani &amp; Menichetti, 2013; Hattie, 2016; Ranieri, 2007; Vivanet, 2013). This article presents an application of the evidence based methodology to a doctoral research about the pedagogy of intangible cultural heritage. We have chosen to place the research within a framework of “methodological pluralism” in order to assess the applicability of the Evidence Based Education (EBE) methodology in the initial phase of the research and get to a definition of the key constructs. The implementation of the EBE methodology represents an opportunity for epistemic-methodological rethinking, and an attempt to enrich the vocabulary of pedagogical research with the aim of transferring research methodologies and practices from other disciplines to the pedagogical field.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>L’impatto della metodologia evidence based sulla progettazione di una ricerca di dottorato: un caso di studio</h3> <p>La diffusione della “cultura pedagogica delle evidenze” è accompagnata da un ampio dibattito sull’apporto specifico della metodologia evidence based alla ricerca scientifica in campo educativo (Calvani, 2007; Calvani &amp; Menichetti, 2013; Hattie, 2016;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ranieri, 2007; Vivanet, 2013). L’ articolo presenta un’applicazione della metodologia basata sulle evidenze ad una ricerca di dottorato sulla pedagogia del patrimonio culturale immateriale. L’opzione è di collocare la ricerca in oggetto dentro una cornice di “pluralismo metodologico” per verificare l’applicabilità della metodologia EBE in fase di avvio della ricerca al fine di pervenire ad una definizione dei costrutti chiave. L’applicazione della metodologia EBE si configura come occasione di ripensamento epistemico-metodologico, come tentativo di arricchimento del lessico della ricerca pedagogica al fine di annettere costrutti e pratiche di ricerca di altri settori disciplinari nell’ambito pedagogico.</p> 2020-07-31T20:20:29+00:00 Copyright (c) 2020 Elisabetta De Marco, Stefania De Santis https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8451 Enhancing design competence in education: reflections on the model of an experience in the field 2020-08-31T10:48:38+00:00 Giuseppe Carmelo Pillera giuseppe.pillera@unict.it <p>Starting from the definition of the design skills outlined in the recent TECO-D Pedagogy framework, this contribution wonders about which are the main contents related to the advancing of knowledge and the enhancement of educational design skills in the university studies after the Bachelor’s degree and which alternative approaches to frontal education are feasible. The considerations made about the teaching <em>Progettazione e valutazione di interventi formativi sul territorio</em>, related to the Master’s Degree programme in <em>Scienze pedagogiche e progettazione educativa</em> (LM-85) at the University of Catania, are intended as a contribution to reflect, both inside the Master’s Degree, aiming at a better horizontal and vertical integration with similar teachings, and outside, by proposing a didactic approach to the educational design based on: the centrality of the evaluation in each phase of the design and implementation of interventions; teaching methods with a strongly situated and experimental imprint; and, finally, the use of ICT, especially aimed at supporting the laboratory activities.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Potenziare la competenza progettuale in educazione: riflessioni sul modello di un’esperienza sul campo</h3> <p>Partendo dalla definizione delle capacità di progettazione delineate nel recente framework TECO-D Pedagogia, il contributo si interroga su quali siano i principali contenuti relativi all’approfondimento di conoscenze e al potenziamento di abilità di progettazione educativa nella prosecuzione degli studi universitari dopo la laurea triennale e su quali approcci alternativi alla didattica frontale siano praticabili. Le considerazioni condotte intorno all’insegnamento <em>Progettazione e valutazione di interventi formativi sul territorio</em>, afferente al Corso di laurea magistrale in <em>Scienze pedagogiche e progettazione educativa </em>(LM-85) dell’Università di Catania, si pongono come contributo di riflessione, sia all’interno del Corso di studi, in funzione di una migliore integrazione orizzontale e verticale con insegnamenti affini, sia all’esterno, prospettando un approccio didattico alla progettazione educativa basato sulla centralità dell’istanza valutativa in ogni fase dell’ideazione e realizzazione degli interventi, su metodi di insegnamento dall’impronta fortemente situata e sperimentale e, infine, su un uso delle TIC mirato specialmente a supportare l’attività laboratoriale.</p> 2020-07-31T20:33:09+00:00 Copyright (c) 2020 Giuseppe Carmelo Pillera https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8903 Promoting design and organizational competences in the future educator 2020-08-31T10:48:34+00:00 Rosanna Tammaro rtammaro@unisa.it Concetta Ferrantino cferrantino@unisa.it Iolanda Sara Iannotta iiannotta@unisa.it <p>The unexpected social changes and the resulting consequences on the labor market require the improvement of the quality of the educational offer. Connected professionalisms need to be trained and formed again to comply collective demands. In accordance with aforementioned requests, university systems have to think over the educational path of educator, also in view of knowledge emerged from measurement tests TECO-D (Federighi, 2018; Torlone, 2018), defining fundamental core contents for this professionalism. This work expresses a few thoughts about curriculum organization to identifying strategies and methodologies for the promotion of design and organizational competences in future educator, aiming at practical arrangements and specific competences in the workplace.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Promuovere competenze progettuali e organizzative nel futuro educatore</h3> <p>I repentini mutamenti che investono il sociale e le conseguenti ricadute nel mercato del lavoro, richiedono il miglioramento della qualità dell’offerta nei servizi educativi. Le professionalità connesse devono essere formate e <em>ri</em>-formate per rispondere alla domanda collettiva. Il sistema universitario, sulla base delle suddette richieste, deve ridisegnare il percorso formativo della figura professionale dell’educatore, anche in virtù di quanto emerso dalla rilevazione dei test TECO-D (Federighi, 2018; Torlone, 2018) e definire i contenuti <em>core</em> fondamentali al ruolo. Il contributo propone alcune riflessioni sull’organizzazione del percorso formativo, allo scopo di individuare strategie e metodologie possibili per lo sviluppo delle competenze progettuali e organizzative nel futuro educatore, finalizzate alla successiva traduzione pratica nei contesti di lavoro.</p> 2020-07-31T20:41:23+00:00 Copyright (c) 2020 Rosanna Tammaro, Concetta Ferrantino, Iolanda Sara Iannotta https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8460 Transition from monitoring and assessment to self-monitoring and self-assessment 2020-08-31T10:48:32+00:00 Valentina Pagani valentina.pgn@gmail.com <p>In line with the targets set by the Europe 2020 strategy (EC, 2010), by giving the student a central role, the research focus shifts to self-monitoring and self-assessment, two related components in a cyclical process (McMillan &amp; Hearn, 2008). The research primarily aims to verify how students self-monitor and self-assess their learning process. Once outlined in their modalities, the research wants to dwell and reflect on the personal traits of students about two variables: area of ​knowledge and academic year. The subjects who took part in the questionnaire were 180 attending students, enrolled in the three-year degree courses in Education and Philosophy of the University of Padua, Verona, and Venice. The research aims to answer three research questions: 1) How is the self-monitoring process complementary to the self-assessment one? 2) Is there a correlation in the area of ​​knowledge of the students? 3) Is there a correlation in the academic year of students?</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Transizione da monitoraggio e valutazione ad auto-monitoraggio e auto-valutazione</h3> <p>In linea con gli obiettivi previsti dalla strategia <em>Europa 2020</em> (EC, 2010), dando un ruolo maggiormente centrale allo studente, il focus della ricerca si sposta all’auto-monitoraggio e all’auto-valutazione, due componenti correlati in un processo ciclico (McMillan &amp; Hearn, 2008). La ricerca vuole in primis verificare in che modo gli studenti auto-monitorano e auto-valutano il loro processo di apprendimento. Una volta delineate le loro modalità, la ricerca vuole soffermarsi e riflettere sui tratti personali degli studenti in relazione a due variabili: area di conoscenza e anno accademico. I soggetti che hanno preso parte al questionario sono stati 180 studenti frequentanti, iscritti ai corsi di laurea triennale in Scienze dell’Educazione e Filosofia delle Università di Padova, Verona e Venezia. La ricerca si prefigge di rispondere a tre domande di ricerca: 1) In che modo il processo di self-monitoring è complementare a quello auto-valutativo? 2) Vi è correlazione nell’area di conoscenza degli studenti? 3) Vi è correlazione nell’anno accademico degli studenti?</p> 2020-07-31T20:57:31+00:00 Copyright (c) 2020 Valentina Pagani https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/8940 Transitions within the Degree Course in Education: suggestions to re-orient students at university 2020-08-31T10:48:29+00:00 Diana Carmela Di Gennaro ddigennaro@unisa.it Francesco Piro fpiro@unisa.it Paola Aiello paiello@unisa.it <p>The paper aims to present an analysis and reflection on the types of transitions which characterize the three-year Degree Course in Education at the Department of Humanities, Philosophy and Education, University of Salerno. Starting from a brief description of the specific programmes and organisation of the Degree Course due to the recent legislation on educational professions (DDL 2443/2017 and DM 378/2018), the article investigates the university transfer process of students to this Degree Course through an analysis of students’ previous careers carried out during the years 2016-2019. The heterogeneity of the profiles of the students involved in this process leads to reflect on the need to implement university guidance activities by offering personalized support in order to guarantee all students an inclusive experience and a conscious construction of their professional identity.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Il fenomeno delle transizioni nel Corso di Laurea in Scienze dell’educazione: suggestioni per il ri-orientamento degli studenti</h3> <p>Il contributo intende presentare un’analisi ed una riflessione circa le tipologie di <em>transizioni</em> che interessano il Corso di Laurea triennale in Scienze dell’educazione afferente al Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Partendo da una breve descrizione della specifica configurazione curricolare che ha assunto il percorso in ragione della recente normativa che regolamenta le professioni educative (DDL 2443/2017 e D.M. 378/2018), il lavoro indaga il fenomeno dei passaggi e dei trasferimenti degli studenti verso la L-19 attraverso una ricognizione dei riconoscimenti delle carriere pregresse effettuati tra il 2016 e il 2019. L’eterogeneità dei profili degli studenti coinvolti in tale fenomeno induce a riflettere sulla necessità di implementare gli interventi di orientamento già presenti offrendo forme di supporto personalizzato che possano garantire a tutti gli studenti un’esperienza formativa inclusiva e proiettata verso una costruzione consapevole della propria identità professionale.</p> 2020-07-31T21:05:41+00:00 Copyright (c) 2020 Diana Carmela Di Gennaro, Francesco Piro, Paola Aiello https://oaj.fupress.net/index.php/formare/article/view/9261 Project Management tools and related learning perspective. Preliminary reflections 2020-08-31T10:48:26+00:00 Erina Guraziu erina.guraziu@unifi.it <p>Projects are unique by nature. They are born to introduce change through a transdisciplinary, cross-functional and, usually, multicultural organization, composed out of people with different competences who work together for project life span. The Project Management ensures that projects achieve objectives, results, change and benefits. All projects generate learning, thanks to the transformation of experience into knowledge (Kolb, 1984), but the Project Management method, PRINCE2, may be considered as a valid tool for developing a training project, focused on the achievement of learning outcomes, because it allows to describe their quality requirements, to register the change brought and to measure the connected benefits related to employability. The article starts with the definition of Project Management, enters later into more details in the PRINCE2 method and finally approaches the learning value that the <em>product-based planning</em> may represent in the context of non-formal and informal learning, but also in a formal educational one, in order to enhance achieved learning outcomes.</p> <p>&nbsp;</p> <h3>Strumenti di Project Management per la formazione. Una riflessione introduttiva</h3> <p>I progetti sono unici per natura. Nascono per introdurre cambiamento attraverso un’organizzazione interdisciplinare, cross-funzionale e, spesso, multiculturale, composta da persone con diverse competenze che lavorano insieme nell’arco di vita progettuale delimitato. Il Project Management è la tecnica che garantisce al progetto il raggiungimento dei suoi obiettivi, producendo risultati, cambiamento e benefici. Tutti i progetti generano apprendimento, grazie alla trasformazione dell’esperienza in conoscenza (Kolb, 1984), ma il metodo di Project Management, PRINCE2, può essere considerato come un valido strumento per sviluppare un progetto formativo, finalizzato al raggiungimento di risultati di apprendimento, in quanto permette di descriverne i requisiti qualitativi, registrare il cambiamento e misurare i benefici connessi all’employability. L’articolo parte dalla definizione del concetto di Project Management, per entrare nel dettaglio del metodo PRINCE2 e approcciare il valore apprenditivo che una <em>pianificazione basata sul risultato</em> può rappresentare nei contesti di apprendimento informali e non-formali, ma anche in quelli di educazione formale, al fine di valorizzare i risultati di apprendimento raggiunti.</p> 2020-07-31T21:12:52+00:00 Copyright (c) 2020 Erina Guraziu