https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/issue/feed Ri-Vista. Research for landscape architecture 2021-07-27T14:37:34+00:00 Emanuela Morelli emanuela.morelli@unifi.it Open Journal Systems <p><em>Ri-Vista. Research for landscape architecture</em> is an open access six-monthly scientific journal in electronic format. It operates through <strong>international call for papers</strong>&nbsp;and&nbsp;<strong><a href="/index.php/ri-vista/about/editorialPolicies#peerReviewProcess">double blind peer review</a></strong>.</p> <p>Founded in 2003, the second series was launched in 2015, when <strong><em>Ri-Vista</em></strong> became part of the scientific journals of the University of Florence, <a href="http://www.dida.unifi.it/ls-12-department.html">Department of Architecture</a>. The journal, which is free for authors, operates through international calls for papers and double-blind peer review.</p> <p><em>Ri-Vista</em> deals with the multiple dimensions of landscape planning and design, seen from a rich variety of disciplines, in a scientific and open perspective which is distinctive of <strong>landscape architecture</strong>. Each issue aims at gathering knowledge and visions around specific topics, promoting innovative and responsible actions for creation, protection, restoration and management of landscapes.</p> https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/11510 Progettare per la natura. Cosa non dovremo dimenticare dall’esperienza COVID-19? 2021-07-27T12:46:33+00:00 Emanuela Morelli emanuela.morelli@unifi.it <p>Questo numero di Ri-Vista nasce nell’Aprile del 2020, in pieno <em>lockdown</em>, con l’esigenza di raccogliere alcune delle riflessioni espresse durante il periodo della pandemia prodotta dal COVID-19, nel dibattito sulla qualità dei luoghi che abitiamo, su come questi dovrebbero essere e su come gli esseri umani dovrebbero abitare il pianeta. Un tentativo di compilare una sorta di diario di bordo, o se vogliamo una serie di appunti, utili a ricordare cosa non dovremmo dimenticare di questa esperienza e cosa dovremmo portare all’interno del progetto di paesaggio per migliorare la qualità della vita di tutti gli esseri viventi del pianeta.</p> 2021-07-26T09:14:44+00:00 Copyright (c) 2021 Emanuela Morelli https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/8474 Segregazione. Roma ai tempi della pandemia 2021-07-27T14:37:24+00:00 Franco Zagari info@francozagari.it <p>Agli albori delle prime restrizioni imposte dal coronavirus, Franco Zagari pubblica il 13 marzo su Facebook una prima riflessione sulla condizione psicofisica modificata dalla clausura, molto sulla pelle e attraverso i sensi. Quasi come in un racconto fantasy, il luogo del domicilio coatto si trasforma in una sorta di sommergibile, ben isolato ma dove si instaura una singolare adattività tra contenitore e ospiti: la casa capace al contempo di adattarsi al respiro delle persone, ma anche di aprirsi a quello di una città che appare sconosciuta, anche se fin troppo familiare.&nbsp;Alla richiesta di accogliere queste riflessioni in questo numero straordinario di RI-VISTA, e di estendere tale ragionamento verso lo spazio pubblico, Zagari ribalta il ragionamento e lo radicalizza. Da inventore, o quasi, di questa locuzione, sembra rigettarla per proiettare lo sguardo oltre, come suo solito, per comporre un orizzonte di oggetti futuri del progetto, nel quale porta a sintesi molti temi estremamente attuali e sensibili, per ridisegnare un paese che rinasca con una cura ex-ante, fatta attraverso tutte le forme del progetto. (Fabio Di Carlo)</p> <p>&nbsp;</p> 2021-07-26T10:46:48+00:00 Copyright (c) 2021 Franco Zagari https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10138 Paesaggi alla finestra: percezione delle trasformazioni e immaginazione delle alternative durante e dopo il lockdown 2021-07-27T12:43:56+00:00 Gianluca Cepollaro gianluca.cepollaro@tsm.tn.it Luca Mori moriluca@gmail.com <p>La Convenzione europea del paesaggio (CEP), siglata a Firenze il 19 luglio 2000, promuove un’idea di paesaggio non come semplice sfondo delle attività umane, come un luogo di eccezionale bellezza da contemplare “dalla finestra”, ma come “spazio di vita” delle popolazioni. Proprio nell’anno in cui si celebra il ventennale della sua ratifica, milioni di persone in tutto il mondo sono state costrette per diverse settimane, durante il periodo di <em>lockdown</em> dovuto all’emergenza pandemica, a non vivere i luoghi esterni alla propria abitazione e quindi, per così dire, a osservare i paesaggi “là fuori”, a guardarli da “finestre” reali o virtuali come gli schermi dei dispositivi digitali. In un progetto educativo svolto con i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, il paesaggio diviene “uno specchio di mondi possibili”: esso non è solo l’occasione per rispecchiare lo stato d’animo che accompagna gli studenti durante l’isolamento, un oggetto “fuori dalla finestra” sul quale si posa lo sguardo, ma è soprattutto occasione per riflettere sulla trasformazione delle percezioni e sull’immaginazione del futuro.</p> 2021-07-26T10:18:17+00:00 Copyright (c) 2021 Gianluca Cepollaro, Luca Mori https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10323 Prospettiva e rifugio nella pandemia, ovvero il paesaggio visto come uccelli 2021-07-27T12:45:51+00:00 Fabio Di Carlo fabio.dicarlo@uniroma1.it <p>Se ogni attività progettuale presuppone un quadro di riferimento -stabile o di previsione e visione- nel quale inscrivere ogni prefigurazione, lo stato di conoscenze e mutazioni sul futuro post-pandemico non è chiaro, né lo sono le necessità e i processi utili per affrontarle. Anche rispetto al ruolo del progetto di paesaggio è possibile organizzare solo risposte parziali e transitorie, che sono forse più prese di coscienza che figurazioni, o che possono essere parte di un ragionamento che pone nuovi e diversi elementi di orientamento. Nella convinzione che questa fase non possa essere trattata né con strumenti consolidati, né con un processo unitario, questo scritto è volutamente frammentario. È quasi una raccolta non ordinata di riflessioni su alcuni aspetti che pongono in relazione il lavoro sul progetto di paesaggio con l’attuale condizione. Qui paesaggio e giardino sono visti come condizioni di prospettiva e rifugio, secondo la teoria di Jay Appleton sull’esperienza del paesaggio, che ci è utile come riferimento.</p> 2021-07-26T09:27:16+00:00 Copyright (c) 2021 Fabio Di Carlo https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10298 Still Life – Natura Morta: the landscapes of proximity 2021-07-27T12:45:09+00:00 Sasa Dobricic sasa.dobricic@ung.si Marco Acri marco.acri@ung.si <p>The social distancing does represent an oxymoron: how can there be distancing if what characterizes the very sociality is the proximity between individuals, and generally living beings? Comparable to living dead space (Todd R.W., 2007) or more notorious “still life” or “natura morta”, the paradox remains unsolved: &nbsp;how can something like nature that is impregnated with life, be dead?</p> 2021-07-26T09:43:49+00:00 Copyright (c) 2021 Sasa Dobricic, Marco Acri https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/9742 Il paesaggio del turismo oltre il COVID-19: prospettive per una Firenze resiliente 2021-07-27T14:37:34+00:00 Elena Tarsi elena_tarsi@yahoo.it Massimo Carta massimo.carta@unifi.it <p>Le misure anti-contagio legate all’emergenza sanitaria da COVID-19 decise da molti governi nazionali, hanno avuto un impatto devastante sull’industria del turismo, mettendo in luce con estrema chiarezza la fragilità di un sistema che, pur producendo enormi profitti, trasforma profondamente i luoghi interessati, la percezione che ne hanno abitanti e visitatori e la loro capacità di resilienza. Il contributo riflette sul caso di Firenze e sulla progressiva specializzazione turistica del suo centro storico, presentando un bilancio delle politiche adottate fino ad oggi e avanzando alcune prospettive per una rinnovata strategia che vada oltre il post-COVID-19. L’inedito paesaggio di un centro deserto, sperimentato alla fine del <em>lockdown</em>, è lo specchio di un vuoto di senso, di una cesura nella relazione tra tessuti urbani e corpo sociale della città, determinatosi negli anni della specializzazione verso un turismo di massa. La strategia proposta è quella di investire in un sistema più resiliente che abbia nella rinnovata residenzialità un fattore di riequilibrio e nella rinforzata relazione tra città metropolitana e centro storico una leva di azione per una nuova <em>mixité</em> funzionale, economica e sociale.&nbsp; &nbsp;</p> 2021-07-26T10:19:32+00:00 Copyright (c) 2021 Elena Tarsi, Massimo Carta https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10299 Urban Landscape and Horror Vacui, spectacularity of a distorted perception 2021-07-27T12:45:40+00:00 Giorgio Verdiani giorgio.verdiani.fi@gmail.com Stéphane Giraudeau stephane.giraudeau@unifi.it <p><span style="font-weight: 400;">In this paper, the very original urban landscape perception caused by the emergency after the 2020’ New CoronaVirus Pandemic event will be discussed and analyzed. Most of the approaches conducted on social media and on the newspaper have pointed to putting in evidence the spectacular empty cities “as never seen before”, which thing is absolutely correct and underlines a unique condition otherwise almost impossible to experience. In fact, the total lock-down caused by the emergency made it impossible to move from a view of the urban landscape to another, where most of the people were able to see such an emptiness only for their own town, maybe just for their own neighbourhood and maybe just from some lucky windows. The global condition will be watched only composing together the pictures exhibited online and in the newspaper. But … … … A specific set of images, created in the days of the emergency will comment and describe the content of the paper.</span></p> 2021-07-26T09:34:50+00:00 Copyright (c) 2021 Giorgio Verdiani, Stéphane Giraudeau https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10182 Learning from COVID-19: The Role of Architecture in the Experience of Urban Landscapes 2021-07-27T12:44:10+00:00 Marta Rodríguez Iturriaga miturriaga@ugr.es <p>The COVID-19 pandemic, with its lockdowns and mobility restrictions, has created an atmosphere of global reflection towards contemporary urban landscapes. Architecture is an essential component in them and determines, to a large extent, how building users perceive, interpret, and value the surrounding environment. From an experiential and phenomenological perspective, and taking into account the situations lived in 2020, the paper invites to examine the existing relations between architecture and urban landscape at three levels: first, the experience of the environment from the architectural space —namely, the home—; second, the experience of the “interior urban landscape” at street level; and finally, the experience of the “exterior urban landscape” from the city fringe or vantage points that provide vast prospects. The article advocates a holistic understanding of landscapes from the architectural and planning practice and proposes this integrating issue as the guiding axis of new urban policies.</p> 2021-07-26T10:05:49+00:00 Copyright (c) 2021 Marta Rodríguez Iturriaga https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10257 Ciudades Cambiantes: spazi aperti urbani in evoluzione per nuove città 2021-07-27T12:44:17+00:00 Jordi Bellmunt admin@b2barq.com <p>La città cambia nello stesso modo in cui lo fanno anche le persone. Le vecchie città stanno lottando per la loro sopravvivenza, per il loro futuro, per essere più vivibili, più respirabili, più vicine alle persone che le abitano e, negli ultimi tempi, si stanno rilevando evidenti metamorfosi che rompono schemi, distruggono previsioni e modificano obiettivi pianificati.&nbsp;In un mondo in cui si presume che nei prossimi cinquant'anni oltre l'80% della popolazione vivrà in ambienti urbani, la lotta per rettificare le tendenze e per conquistare la città per il cittadino è cruciale.</p> 2021-07-26T10:02:54+00:00 Copyright (c) 2021 Jordi Bellmunt https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10258 Figure del contagio: dalle topografie mediche al contact tracing 2021-07-27T12:44:25+00:00 Zeila Tesoriere zeila.tesoriere@unipa.it <p>Il tracciamento del contagio è fra le più efficaci forme di difesa dal coronavirus attuate oggi a scala planetaria. Si tratta di una pratica che mette in luce il ruolo fondamentale svolto dal pensiero architettonico sullo spazio delle epidemie negli ultimi due secoli. Il rapporto fra la diffusione delle malattie e le forme del costruito è stato individuato attraverso le mappature tematiche, che hanno origine nella seconda metà dell’Ottocento e sono ancora oggi in continua evoluzione. A partire dalle topografie mediche comparse per la prima volta in Francia, interpolate con le intuizioni di J. Snow sulla base delle mappe da lui elaborate nello stesso periodo in Inghilterra, si tracciano i modi di formazione di un regime di sapere teso fra sorveglianza e azione, che nel corso del Novecento ha progettato la riforma profonda dei tipi architettonici e del paesaggio urbano e che oggi evolve differentemente attraverso i sistemi dinamici, digitali e locativi del <em>contact tracing</em> usati per la pandemia in corso. Queste figure del contagio sono qui rilette in rapporto alle loro principali implicazioni progettuali, basandosi su un corpus di documenti grafici originali ed inediti. Estesa alla condizione in atto, una lettura comparativa del rapporto fra descrizioni spazializzate della diffusione dei virus e innovazioni nel progetto e nei modi di abitare, conduce ad alcune riflessioni conclusive relative all’architettura degli edifici e degli spazi pubblici del nostro prossimo futuro intra-pandemico.</p> 2021-07-26T10:00:34+00:00 Copyright (c) 2021 Zeila Tesoriere https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10291 Utopia vs Realtà 2021-07-27T12:44:54+00:00 patrizia burlando patrizia.burlando@unige.it Sara Grillo saragr93@hotmail.it <p>Se la realtà ci impone di ripensare città come super-organismi con minori impatti per una crescita economica attuale, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, senza emissioni negative (Paris Agreement, Green Deal), dall’altra è chiaro il bisogno di utopia per immaginare dei futuri alternativi, traendo spunto dalle epoche in cui gli ideali hanno avuto il potenziale di influenzare l’attività di progettisti e di pianificatori. In qualunque modo l’utilizzo di un verde più resiliente è diventato l’elemento cardine nei processi di trasformazione urbana. Non a caso anche architetti di fama mondiale come Boeri Associati, MVRDV, AMO/Koolhaas e BIG- Bjarke Ingels Group hanno improntato la loro ricerca sulla green tech al fine di utilizzarla nell’ambito di interventi architettura. Nella soluzione di diversi problemi ambientali: dal cambiamento climatico, alla emergenza COVID-19, dunque, l’utilizzo di un insieme di soluzioni verdi, resilienti e a diverse scale spaziali da quella della città, a quella di quartiere, di isolato e del singolo edificio è diventata una necessità.<br>L’obiettivo di questo lavoro è presentare evidenziandone pregi e criticità alcuni progetti verdi, sia visionari, sia in fase di realizzazione, che si basano sui concetti chiave di sostenibilità, multifunzionalità, aumento dei servizi ecosistemici e multiscalarità. Se la utopia della Riforestazione Urbana di Stefano Boeri diventa realtà, invece la ricerca The Green Dip condotta dal The Why Factory Workshop rappresenta al momento solo uno studio, un manifesto per restituire vivibilità alle città contemporanee.</p> 2021-07-26T09:46:08+00:00 Copyright (c) 2021 patrizia burlando, Sara Grillo https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/8553 Cities after covid-19: how trees and green infrastructures can help shaping a sustainable future 2021-07-27T14:37:28+00:00 Francesco Ferrini francesco.ferrini@unifi.it Antonella Gori antonella.gori@unifi.it <p>There is no doubt that metropolitan areas are, and will increasingly be, the engines of economic growth and fertile grounds for the development of technology, creativity and innovation and this will need a shift in the future cities planning and management especially regarding the increase in green areas. This must be done through a regeneration process that can only refer to the 17 objectives of sustainable development (UN, 2019) that are frequently neglected in regeneration programs and this is likely to result in unsustainable urban renewal in many cities. Three main challenges for sustainable urban regeneration can be identified:- environmental (climate change, carbon emissions and use of resources), - social (inequality, cohesion and health),&nbsp;- institutional (governance).</p> <p>We need to promote the start of a real "green revolution", a revolution that, through the increase in plant cover, will make our cities a better place, doing it with an inclusive approach. The "green" city cannot therefore remain only a set of abstract, portable, stereotyped ideas because it must be the place that will constitute the territory of activity of our life</p> 2021-07-26T10:30:42+00:00 Copyright (c) 2021 francesco Ferrini, Antonella Gori https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/9026 Altri, altrove, altrimenti 2021-07-27T14:37:31+00:00 Annalisa Metta annalisa.metta@uniroma3.it <p>Terminata la fase più intensa e drammatica del contagio da Coronavirus, l’osservazione di alcune sue conseguenze sugli spazi aperti urbani potrebbe essere utile per l’avanzamento del progetto, al di là della contingenza emergenziale. In particolare, si sollevano due questioni. La prima: dopo che l’assenza degli umani ha rivelato la presenza di altri esseri viventi, vegetali e animali, nello spazio urbano, potrebbe ora essere possibile e persino desiderabile stabilire con essi rinnovate condizioni di compresenza, alla luce delle più avvertite posizioni del pensiero contemporaneo sulla necessità del superamento del dualismo oppositivo tra natura e cultura, tra natura e città. La seconda questione ci interroga su dove e come saranno gli spazi attraenti, centrali e capaci di coesione sociale del futuro prossimo, ora che, esautorati dagli spazi pubblici tradizionali, abbiamo fatto esperienza della qualità silenziosa di molti ambiti di amnesia urbana, fuori dall’ortodossia dei consueti codici di comportamento e perciò disponibili ad accogliere usi, pratiche e rituali inventivi.</p> 2021-07-26T10:25:43+00:00 Copyright (c) 2021 Annalisa Metta https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10216 Contraddizioni. Il tempo delle città come deserti 2021-07-27T12:44:34+00:00 Isotta Cortesi isottacortesiarchitetto@gmail.com <p>In this time spent waiting for solutions that will allow us to once again acquire a stable condition for our economies, for the geopolitical equilibrium of the world population, we have been forced to acquire greater awareness of our present, of the fact that the extractive imperialist dimension towards of the planet's resources combined with population growth has potentially exhausted the opportunities for social mobility, for effective progress. This brings us to an undisputed condition of social, cultural and economic impoverishment. The current push towards a circular economy that must rapidly supplant that of consumption in relation to the virtuous, but not without shadows, practices of the Green New Deal offers us, in the midst of the uncertain evolution of the spread of COVID 19, the opportunity to bring at the center of the discussion is the relationship of care that individuals must establish with the environment, with the resources of nature and with the landscape, from which a new biocentric alliance arises that allows us, thanks to our adaptability, to 'resist in order to relive' .</p> 2021-07-26T09:54:52+00:00 Copyright (c) 2021 isotta cortesi https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10157 Paesaggi della strada in pandemia: progetti per l’emergenza e oltre 2021-07-27T12:44:03+00:00 Emma Salizzoni emma.salizzoni@polito.it <p>Sin dai primi mesi della pandemia è risultato chiaro come, per far fronte all’emergenza sanitaria, i futuri scenari urbani avrebbero dovuto prevedere significative innovazioni in tema di mobilità e di progetto del paesaggio stradale. L’emergere delle istanze connesse al distanziamento sociale e al contingentamento dei mezzi pubblici hanno portato diverse città a prevedere sistemi di mobilità sostenibile in grado di contrastare una incontrollata crescita nell’uso del mezzo privato. Al contempo, si è guardato con rinnovato interesse alla strada come spazio in grado di supplire alla carenza di aree aperte pubbliche di prossimità, emersa in diversi contesti urbani a seguito delle misure di limitazione agli spostamenti. L’interpretazione della strada come paesaggio complesso, in grado, soprattutto all’interno di tessuti urbani densi, di assolvere a funzioni non solo di mobilità, ma anche sociali ed ecologiche è stata pertanto posta alla base di diverse sperimentazioni progettuali, in Italia e all’estero. Questo articolo riporta e discute alcune iniziative di ridisegno del paesaggio stradale urbano, innescate dalla contingenza pandemica, attualmente in corso a Torino, città tra le più colpite dalla prima come dalla seconda “ondata”. La lettura di queste esperienze, oltre a gettare luce su una realtà locale in fieri e non scontata in una città tradizionalmente “auto-centrica”, apre a riflessioni più generali sul ruolo della crisi, non solo sanitaria, come effettivo motore di innovazione urbana e su obiettivi e modi del progetto di paesaggio per la strada nella contingenza pandemica e oltre.</p> 2021-07-26T10:16:19+00:00 Copyright (c) 2021 Emma Salizzoni https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10294 Accessibilità post-pandemia: riflessioni sullo spazio pubblico 2021-07-27T12:45:21+00:00 Giancarlo Gallitano giancarlo.gallitano@unipa.it Manfredi Leone manfredi.leone@unipa.it Francesca Lotta francesca.lotta@unipa.it <p>The correlation between the psycho-physical well-being of citizens and the provision of green areas has been one of the cornerstones of urban planning since its inception, as its constant commitment to adapt cities and territories to emerging challenges. The spread of SARS-Cov-2 has changed the relationship between citizens and urban space. The public space, has been limited and banned, confining citizens within their private space and the psycho-physical well-being of citizens depended only on the quality of the domestic space.The pandemic represents a moment of reflection and research for the disciplines that deal with the quality of life of citizens.&nbsp;The pandemic crisis may be an opportunity to rethink the role and importance of the provision of public space, in particular urban green areas, their distribution and effective accessibility.&nbsp;The contribution aims to rethink urban models capable of responding to the challenges of the post-pandemic city</p> 2021-07-26T09:36:35+00:00 Copyright (c) 2021 GIANCARLO GALLITANO, Manfredi Leone, Francesca Lotta https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/10260 Paesaggi rurali e pandemia. Opportunità da cogliere da parte della PAC 2021-07-27T12:44:43+00:00 Paola Branduini Paola.branduini@polimi.it Lionella Scazzosi Lionella.scazzosi@polimi.it Costanza Pratesi c.pratesi@fondo-ambiente.it Daniele Meregalli d.meregalli@fondo-ambiente.it <p>La pandemia ha messo in luce la debolezza del sistema ambientale in cui oggi viviamo e dell’agricoltura fortemente specializzata e a bassa biodiversità. I paesaggi dell’agricoltura tradizionale che mantengono caratteri di storicità sono il risultato di lenti processi di adattamento delle tecniche alla natura, offrono un’elevata biodiversità e sono sorgente di resilienza delle comunità: possono pertanto offrire una risposta alla crisi climatica e pandemica che stiamo attraversando. Su questo tema alcuni esperti italiani di diversa formazione ed esperienza sono stati invitati ad esprimere la loro opinione allo scopo di offrire spunti per la nuova politica agricola. Ne sono emerse indicazioni per i paesaggi agricoli di pianura, di montagna e di città: attuare un’agroecologia di pianura, implementare la zootecnia in montagna, costruire una montagna competitiva con altri territori nella produzione e nel turismo ed accogliente per nuovi cittadini e turisti consapevoli, migliorare il riconoscimento e la retribuzione degli agricoltori come manutentori del paesaggio e<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>fornitori di alimenti e di servizi sociali per la città. Infine gli autori hanno sintetizzato cinque suggerimenti per la futura PAC che offra una nuova visione del nostro vivere post pandemia, attraverso la valorizzazione dei paesaggi agrari portatori della storia e dell’identità italiana.</p> <p>The pandemic has highlighted the weakness of the environmental system and highly specialized agriculture with low biodiversity, where we live today. The traditional agricultural landscapes guardians of historic signs and practices are the result of slow processes of adapting techniques to nature, are a source of community resilience and high biodiversity: they can therefore offer a response to the climate and pandemic crisis we are experiencing. On this issue, some Italian experts with different backgrounds and experiences were invited to express their opinion in order to provide ideas for the new agricultural policy. Indications concern the agricultural landscapes of the plains, mountains and cities: implement agroecology in the plain, maintain animal husbandry, build a competitive production and tourism,<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>welcome new citizens and aware tourists in the mountains, improve the recognition and remuneration of farmers as landscape maintainers and providers of food and social services for the cities. Finally, the authors summarized five suggestions for the future CAP that offer a new vision for our post-pandemic life, through the enhancement of agricultural landscapes that are bearers of Italian history and identity.</p> <p>&nbsp;</p> 2021-07-26T09:52:33+00:00 Copyright (c) 2021 Paola Branduini, Lionella Scazzosi, Costanza Pratesi, Daniele Meregalli https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/11313 Scrivimi ancora, arrivederci. Roma Correu 2021-07-27T12:46:03+00:00 Ludovica Marinaro ludovica.marinaro@unifi.it <p>Reading Roma Correu is a surprise and a gift, it allows us to resume the thread of an interrupted correspondence, reconciles and instigates us to recover and reinvent our role as actors on that great theater that is the landscape. The vision of four authors intertwines here, giving us a scene that we have not been able to tread. As a generous letter, <em>Roma Correu</em> recomposes an interrupted dialogue warmly inviting us to a re-encounter with the city, which fills the void of the current ability to reinvent it.</p> 2021-07-26T09:22:07+00:00 Copyright (c) 2021 ludovica marinaro https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/11385 Il Paese Plurale 2021-07-27T12:43:39+00:00 Claudio Bertorelli cbertorelli@asprostudio.it <p>Il testo propone un'angolatura critica sul recente libro "Italie", curato da Bianca Rinaldi e edito da Il Mulino, finalizzata ad esplicitare i caratteri contradditori ed evolutivi del modo di fare e vedere il Paesaggio presente.&nbsp;</p> 2021-07-26T10:48:48+00:00 Copyright (c) 2021 Claudio Bertorelli https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/11390 Due tagli nella sostanza del mondo. Il Reno di Hölderlin e altri paesaggi contemporanei 2021-07-27T12:46:19+00:00 Maria Simioli maria.simioli@unina.it Michelangelo Russo russomic@unina.it <p>Due tagli nella sostanza del mondo, Libria 2021, collana Paesaggio, è un agile pamphlet di 68 pagine di Roberto Pasini con note di Rahul Mehrotra e Peter Rowe. Il volume ricostruisce attraverso una sofisticata, attenta e mai scontata lettura critica del paradigma spaziale proposto da Walter Benjamin e delle sue molteplici interpretazioni, la trama di un discorso denso e complesso sul paesaggio, nel suo duplice valore estetico ed ecosistemico, e nella sua capacità di incidere sulla produzione dello spazio contemporaneo. Si sottolinea e si riafferma la centralità per il progetto, della costruzione di un modello spaziale per l’esplorazione, la descrizione e l’interpretazione della realtà, una lente interpretativa da cui traguardare il paesaggio.</p> 2021-07-26T09:19:24+00:00 Copyright (c) 2021 Maria Simioli, Michelangelo Russo https://oaj.fupress.net/index.php/ri-vista/article/view/11327 Fare spazio alla Natura 2021-07-27T12:43:35+00:00 Stefano Melli stefano.melli.t9@gmail.com 2021-07-26T10:51:01+00:00 Copyright (c) 2021 Stefano Melli