When words are lacking, there is a risk of going astray. Literacy and narrative research in prison
Published 2025-12-31
Keywords
- literacy,
- prison,
- education,
- storytelling,
- word
- alfabetizzazione,
- carcere,
- educazione,
- parola,
- narrazione ...More
How to Cite
Copyright (c) 2025 Alessandra Augelli, Caterina Benelli

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Abstract
Prison environments, in addition to being places of confinement and punishment, are contexts marked by significant cultural and educational deprivation. They are inhabited by individuals who often lack the linguistic resources needed to express their experiences and conditions and to communicate effectively with others and with the community. When words are lacking, the dynamics of violence, aggressive behaviors and recidivism tend to intensify. As Don Milani and Freire remind us, literacy and the development of narrative practices are not merely technical or methodological exercises, they constitute an educational work aimed at emancipation and freedom for people who experience inequality and oppression. Building on these assumptions, this article offers an in-depth analysis of the value of words in the prison context and presents some concrete educational initiatives implemented in correctional settings, highlighting their implications for meaning-making and future planning.
Quando le parole mancano, il rischio di percorsi erranti. Alfabetizzazione e ricerca narrativa in carcere.
I contesti penitenziari, oltre ad essere luoghi di reclusione e pena, sono contesti di grande povertà culturale ed educativa, abitati da persone che non hanno parole per dire il loro vissuto e la loro condizione e per entrare in comunicazione con gli altri e con la comunità. Senza parole i detenuti esasperano i dinamismi legati alla violenza, alla rivendicazione aggressiva e alla reiterazione dei reati. Il lavoro di alfabetizzazione e l’estensione dell’esercizio narrativo, come sottolineano don Milani e Freire, non è soltanto un esercizio tecnico e metodologico, ma anche un’opera educativa di emancipazione e di libertà delle persone che vivono forme di disuguaglianza ed oppressione. A partire da questi presupposti, l’articolo intende offrire un approfondimento sul valore della/e parola/e in carcere e illustrare alcune esperienze formative concrete realizzate in contesti penitenziari, evidenziando direzioni di senso e di progettualità.