Published 2026-07-31
Keywords
- first-generation students,
- educational inequalities,
- institutional habitus,
- participation,
- cultural capital
- studenti di prima generazione,
- disuguaglianze educative,
- habitus istituzionale,
- partecipazione,
- capitale culturale ...More
How to Cite
Copyright (c) 2026 Sara Rossi

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.
Abstract
This paper adopts the principles of secularly inspired pedagogy as an interpretative framework for analyzing inequalities in higher education. Drawing on OECD data on the intergenerational transmission of educational attainment in Italy, it problematizes the gap between the expansion of university access and the realization of genuinely equitable conditions for participation and success. Through cultural capital theory and the concept of institutional habitus, it highlights how educational institutions valorize unevenly distributed dispositions. The experience of first-generation students provides a privileged point of observation, as it reveals the tensions between structural constraints and the room for agency. In this light, a secularly inspired pedagogy can contribute to questioning the implicit mechanisms of exclusion and promoting educational practices oriented toward reflexivity and the democratization of academic contexts.
Oltre l’accesso: studenti di prima generazione e i limiti dell’inclusione.
Il contributo adotta i principi della pedagogia laica come lente interpretativa per analizzare le disuguaglianze nell’istruzione superiore. A partire dai dati OCSE sulla trasmissione intergenerazionale del titolo di studio in Italia, problematizza la distanza tra l’espansione degli accessi universitari e la realizzazione di condizioni effettivamente eque di partecipazione e riuscita. Attraverso la teoria del capitale culturale e il concetto di habitus istituzionale, viene evidenziato come le istituzioni educative valorizzino disposizioni non equamente distribuite. L’esperienza degli studenti di prima generazione costituisce un punto di osservazione privilegiato, in quanto rende manifeste le tensioni tra vincoli strutturali e margini di agency. In questo quadro, una pedagogia laica può contribuire a interrogare i meccanismi impliciti di esclusione e a promuovere pratiche educative orientate alla riflessività e alla democratizzazione dei contesti accademici.