Published 2026-07-31
Keywords
- Pedagogia Laica,
- ironia,
- dissenso,
- dialogo critico,
- educazione democratica
- secular pedagogy,
- irony,
- dissent,
- critical dialogue,
- democratic education ...More
How to Cite
Copyright (c) 2026 Chiara Carletti

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Abstract
The article takes up one of the theses of the Manifesto on Secular Pedagogy, arguing that the latter is, in its deepest epistemological structure, an ironic pedagogy. Secular pedagogy is reimagined as an anti-dogmatic stance rooted in critical rationality, the contingency of knowledge and democratic pluralism. Irony is theorised here as a pedagogical category capable of exposing contradictions and opening up spaces of freedom, whilst critical dialogue and dissent are identified as the practices that render it operational in the educational sphere, transforming the classroom into a training ground for democratic dissent. Drawing on the Florentine tradition of critical and secular pedagogy, this contribution integrates theoretical reflection with didactic implications, aimed at the formation of a “homo communicans”, someone aware of the contingency of their own assertions, accustomed to the exercise of doubt and deconstruction, educated in and for freedom, capable of dissenting and questioning so as not to uncritically internalise forms of power, and, at the same time, willing to be open to the possible. This thus outlines the possibility of educating an individual capable of navigating complexity with a view to democratic coexistence and a new planetary humanism.
La pedagogia laica come pedagogia ironica. Dissenso, dialogo e antidogmatismo.
L’articolo riprende una delle tesi del Manifesto della pedagogia laica sostenendo che quest’ultima è, nella sua struttura epistemologica più profonda, una pedagogia ironica. La laicità pedagogica viene ripensata come postura antidogmatica radicata nella razionalità critica, nella contingenza del sapere e nel pluralismo democratico. L’ironia viene qui teorizzata come categoria pedagogica capace di smascherare le contraddizioni e aprire spazi di libertà, mentre il dialogo critico e il dissenso vengono identificati come le pratiche che la rendono operativa sul piano educativo, trasformando l’aula in un apprendistato al dissenso democratico. Attingendo alla tradizione fiorentina della pedagogia critica e laica, il contributo integra riflessione teorica e implicazioni didattiche, orientate alla formazione di un homo communicans, consapevole della contingenza delle proprie affermazioni, abituato all’esercizio del dubbio e alla decostruzione, educato nella e per la libertà, capace di dissentire e problematizzare per non interiorizzare acriticamente forme di potere e, al tempo stesso, disposto ad aprirsi al possibile. Si delinea così la possibilità di formare un soggetto, capace di abitare la complessità nella prospettiva di una convivenza democratica e di un nuovo umanesimo planetario.
