Vol. 26 No. 2 (2026): The Manifesto for a secularly inspired pedagogy: Reflexivity, self-determination, and democracy, in educational and instructional processes
Articles

Critical early childhood pedagogy: The role of art and a listening stance towards an anti-dogmatic device

Marco Iori
Università degli Studi Roma Tre
Annalisa Liuzzi
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Published 2026-07-31

Keywords

  • Secular Pedagogy,
  • Democratic Education,
  • Educational Emancipation,
  • ECEC,
  • pedagogia laica,
  • educazione democratica,
  • educazione ed emancipazione
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How to Cite

Iori, M., & Liuzzi, A. (2026). Critical early childhood pedagogy: The role of art and a listening stance towards an anti-dogmatic device. Form@re - Open Journal Per La Formazione in Rete, 26(2), 75–87. https://doi.org/10.36253/form-20546

Abstract

Early childhood education can be understood as a privileged space for cultivating practices of self-awareness, engagement with otherness, and initial approaches to a reflective stance, fostering democratic forms of living together. Art, beyond being conceived as an expressive and emancipatory domain, emerges as a means of encountering otherness and opening up multiple interpretative possibilities. The listening stance is examined as an ethical-professional disposition that enables critical questioning of the assumptions of educational action, thereby fostering shared meaning-making between adults and children. The article seeks to interpret the intertwining of art and listening as the foundation of a secular and antidogmatic pedagogical device for early childhood, aimed at constructing educational contexts open to individual singularities, diverse perspectives and active participation.

 

Pedagogia critica dell’infanzia: il ruolo dell’arte e della postura di ascolto verso un dispositivo antidogmatico.

L’educazione dell’infanzia si configura come spazio privilegiato per coltivare pratiche di ascolto di sé, relazione con l’alterità e primi approcci alla dimensione riflessiva, capaci di alimentare forme consapevoli e democratiche di convivenza. L’arte, oltre a essere assunta come ambito espressivo ed emancipativo, rappresenta una possibilità di incontro con l’alterità e di apertura a plurime possibilità interpretative. Il contributo indaga, pertanto, la postura di ascolto quale disposizione etico-professionale che consente di interrogare criticamente i presupposti dell’azione educativa, favorendo processi di significazione condivisa tra adulti e bambini. Ci si propone, dunque, di interpretare l’intreccio tra arte e ascolto come fondamenta di un dispositivo pedagogico laico e antidogmatico, orientato alla costruzione di contesti educativi dedicati all’infanzia aperti alle molteplici peculiarità di ognuno, alle differenti prospettive e alla partecipazione attiva.