Critical early childhood pedagogy: The role of art and a listening stance towards an anti-dogmatic device
Published 2026-07-31
Keywords
- Secular Pedagogy,
- Democratic Education,
- Educational Emancipation,
- ECEC,
- pedagogia laica
- educazione democratica,
- educazione ed emancipazione ...More
How to Cite
Copyright (c) 2026 Marco Iori, Annalisa Liuzzi

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Abstract
Early childhood education can be understood as a privileged space for cultivating practices of self-awareness, engagement with otherness, and initial approaches to a reflective stance, fostering democratic forms of living together. Art, beyond being conceived as an expressive and emancipatory domain, emerges as a means of encountering otherness and opening up multiple interpretative possibilities. The listening stance is examined as an ethical-professional disposition that enables critical questioning of the assumptions of educational action, thereby fostering shared meaning-making between adults and children. The article seeks to interpret the intertwining of art and listening as the foundation of a secular and antidogmatic pedagogical device for early childhood, aimed at constructing educational contexts open to individual singularities, diverse perspectives and active participation.
Pedagogia critica dell’infanzia: il ruolo dell’arte e della postura di ascolto verso un dispositivo antidogmatico.
L’educazione dell’infanzia si configura come spazio privilegiato per coltivare pratiche di ascolto di sé, relazione con l’alterità e primi approcci alla dimensione riflessiva, capaci di alimentare forme consapevoli e democratiche di convivenza. L’arte, oltre a essere assunta come ambito espressivo ed emancipativo, rappresenta una possibilità di incontro con l’alterità e di apertura a plurime possibilità interpretative. Il contributo indaga, pertanto, la postura di ascolto quale disposizione etico-professionale che consente di interrogare criticamente i presupposti dell’azione educativa, favorendo processi di significazione condivisa tra adulti e bambini. Ci si propone, dunque, di interpretare l’intreccio tra arte e ascolto come fondamenta di un dispositivo pedagogico laico e antidogmatico, orientato alla costruzione di contesti educativi dedicati all’infanzia aperti alle molteplici peculiarità di ognuno, alle differenti prospettive e alla partecipazione attiva.
