Just Accepted

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Il dopo delle famiglie: disagi, quasi certezze e speranze

Michele Corsi

University of Macerata, Italy

Accepted: 2020-05-6 | Published Online: 2020-05-13 | DOI: 10.13128/rief-8610

ABSTRACT

L’articolo si compone di tre paragrafi, con riferimento alle famiglie dopo questa pandemia da coronavirus. Un dopo che è anche un durante. Perché non sappiamo nemmeno quanto durerà. E, cioè, i disagi, le quasi certezze e le speranze. Partendo da un assunto: ci pare davvero che le reali situazioni familiari siano pressoché sconosciute a chi ci governa. Nondimeno con un romanticismo che ci sembra inopportuno e fuori luogo.
I disagi: un eccesso di competenze che di fatto non si posseggono a fronte di un virus per lo più sconosciuto; le decisioni dello Stato e le maggiori situazioni di povertà, non soltanto economiche, nel nostro Paese; la distanza del potere nei riguardi del popolo; e la didattica a distanza per il suo interfacciarsi con le reali possibilità delle famiglie italiane.
Le quasi certezze: un aumento di separazioni e divorzi nel prossimo futuro e il peggioramento di dinamiche familiari già compromesse.
Le speranze: che lo Stato, la Chiesa e anche la pedagogia lavorino maggiormente e più proficuamente in futuro a favore delle culture della stabilità e del progetto. Delle famiglie come delle persone. Passando per i giovani e gli attuali adulti.


Essere genitori ai tempi del COVID19: disagi, bisogni, risorse: i primi dati di una rilevazione.

Alessandra Gigli

Department of Education Studies, University of Bologna, Italy

Accepted: 2020-05-8 | Published Online: 2020-05-13 | DOI: 10.13128/rief-8572

ABSTRACT

Il contributo presenta una prima analisi dei dati risultanti da una rilevazione che ha coinvolto circa 800 genitori nella compilazione di un questionario finalizzato a comprendere l 'impatto dell'emergenza Covid19 nelle famiglie italiane. La rilevazione, partita il 31 marzo 2020 (quindi dopo circa due settimane dell’attivazione del lockdown) è ancora aperta e tale rimarrà almeno fino alla fine dell’emergenza. Il questionario, riservato solo a genitori, contiene 27 domande a risposta chiusa e 2 domande a risposa aperta, suddivise in tre sessioni: la prima dedicata ai dati anagrafici, condizioni abitative e lavorative, alla composizione del nucleo familiare e alle caratteristiche del gruppo di soggetti conviventi nel periodo del lockdown; la seconda dedicata ad indagare le relazioni di coppia (riservata solo a chi trascorre questo periodo in coabitazione con il/la partner; la terza intitolata “Tra le mura domestiche: come l’emergenza sanitaria ha cambiato la quotidianità in famiglia” è focalizzata sulla descrizione da parte dei genitori delle nuove abitudini, dei vissuti, dei bisogni, delle risorse, e del clima emotivo nel nucleo convivente. I dati, qui presentati in tremini generali, saranno in seguito saranno analizzati con strumenti statistici e presentati in un report più completo. L'obiettivo di questo contributo é contribuire oggi, ad emergenza ancora attiva, ad una maggiore comprensione del fenomeno in atto con l'auspicio che possa essere stimolo e base per ulteriori indagini, riflessioni e approfondimenti.


DAD e LEAD: nuove forme di partenariato tra sistema educativo-formativo e famiglie

Grazia Romanazzi

University of Macerata, Italy

Accepted: 2020-07-8 | Published Online: 2020-07-15 | DOI: 10.13128/rief-8990

ABSTRACT

In emergenza pandemica da Coronavirus, l’umanità intera è stata chiamata a raccolta affinché ognuno assumesse l’impegno di dare il proprio prezioso contributo al contenimento del contagio per tutelare la salute di tutti. Il tributo pagato da ciascuno è stato elevatissimo in termini economici, sociali e relazionali. Molti hanno pagato con la propria vita. In campo educativo, i LEAD (Legami Educativi A Distanza) e la DAD (Didattica A Distanza) hanno tentato di “ridurre il danno e l’impatto” del distanziamento sociale a carico degli alunni, rispettivamente degli asili nido e della scuola dell’infanzia, i primi; della scuola primaria e secondaria, la seconda. I limiti oggettivi dettati dalla carenza e/o inadeguatezza dei mezzi, degli strumenti e dei materiali a disposizione in casa, o altrimenti reperibili, in tempo di lockdown hanno rappresentato inconfutabili criticità per gli alunni e le loro famiglie, tanto quanto per gli insegnanti. Questi ultimi sono stati, sovente, soggetti ad accuse di pretenziosità sproporzionata rispetto alle reali possibilità contingenti di ciascun allievo. Le famiglie, dal canto loro, hanno dovuto confrontarsi con una “prossimità” abitativa, emotiva e relazionale tra i vari componenti, a cui i tempi lavorativi le avevano disabituate. Il presente contributo intende superare le accuse e le forme di reciproco ostracismo tra sistemi educativo-formativi e famiglie per sottolineare, di contro, l’imprescindibilità di forme inedite di partenariato. Solo la collaborazione tra gli agenti sociali consente di oltrepassare l’isolamento e l’individualismo in favore di una comunità educante alla resilienza, al processo e al divenire, più che al risultato.