2026: Special Issue 1
Special ISSUE IASLA: Minerale

Romanocene. Metamorfosi erosiva della Valle Galeria

Marta Murru
Dipartimento di Architettura e Progetto, DiAP, Sapienza Università di Roma, Italia

Published 2026-07-11

Keywords

  • Alteration,
  • Community,
  • Attitudes,
  • Valley,
  • Rome

How to Cite

Murru, M. (2026). Romanocene. Metamorfosi erosiva della Valle Galeria. Ri-Vista. Research for Landscape Architecture, 24(1), 118–127. https://doi.org/10.36253/rv-18684

Abstract

In the western quadrant of Rome, the Galeria Valley emerges as a discontinuous landscape, where geological and hydrographic dynamics intertwine with decades of extractive and industrial activity. The intensity of these transformations has generated various forms of fragility, but also resistance involving a human and non-human collectivity that opposes the reduction of the valley to a mere productive periphery. Agricultural traces, spontaneous settlements, and scattered processes of adaptation overlap in an unstable condition, prompting new ways of dwelling with the Earth. The research presented here adopts landscape design as both a critical tool and an active participant, capable of revealing shared practices and relations beyond functional logic. The Valley thus becomes a living laboratory, where vulnerabilities and conflicts generate new opportunities, opening up fairer perspectives and triggering evolutionary processes of the living.

Nel quadrante occidentale di Roma, la Valle Galeria si presenta come un paesaggio discontinuo, dove dinamiche idro-geologiche si intrecciano con decenni di attività estrattive e industriali. L’intensità di tali trasformazioni ha generato diverse fragilità, ma anche forme di resistenza che coinvolgono una collettività articolata, non solo umana, schierata contro una riduzione della valle a mera periferia produttiva. Tracce agricole, insediamenti spontanei e processi di adattamento sparsi si sovrappongono in una condizione instabile, che sollecita nuove declinazioni dell’abitare la Terra. La ricerca qui condotta assume il progetto di paesaggio come strumento critico e partecipante attivo, capace di far emergere pratiche e relazioni condivise oltre la logica funzionale. La Valle diventa così un laboratorio vivo, in cui da vulnerabilità e conflitti si generano nuove opportunità, favorendo prospettive più eque, orientate a innescare nuovi processi evolutivi del vivente.

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