Cave in transizione. La trasformazione delle cave comprese tra il paesaggio montano e urbano di Palermo
Published 2026-07-11
Keywords
- Stone island,
- Abandoned quarries,
- New public spaces,
- Palermo
How to Cite
Copyright (c) 2026 Maria Livia Olivetti, Alessia Tutone

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Abstract
The Sicilian landscape has a long history of excavation and quarrying, of stone being removed and spaces left in limbo. In the province of Palermo, the calcarenite and marble quarries fuelled the city’s growth for decades, until, from the 1990s onwards, many were closed down and their spaces abandoned. Those cavities, born of the need to build, are today places suspended between absence and possibility. These are voids that can be interpreted no longer as lost margins but as new thresholds of the urban landscape. The disused quarries, including the Impiso and Troìa quarries, carved into Mount Capo Gallo, if reimagined, can restore continuity to the wider urban and territorial system and become architectures in their own right—public spaces that heal the wound whilst offering a new way of inhabiting the mining memory and its legacy within the contemporary landscape.
Il paesaggio siciliano ha una lunga storia di scavi e ferite, di pietra tolta e di spazi lasciati in sospeso. Nella provincia di Palermo, le cave di calcarenite e marmo hanno alimentato per decenni la crescita della città, fino a quando, dagli anni Novanta, molte sono state dimesse e i lori spazi abbandonati. Quelle cavità, nate dal bisogno di costruire, sono oggi luoghi sospesi tra assenza e possibilità. Il lavoro di tesi svolto da Alessia Tutone si muove dentro questi vuoti, interpretandoli non come margini perduti ma come nuove soglie del paesaggio urbano. La proposta traccia un percorso che si insinua tra la città e la riserva di Capo Gallo, restituendo continuità al sistema urbano e territoriale più ampio. Le cave dismesse diventano così architetture di sé stesse, spazi pubblici che curano la ferita e al tempo stesso offrono un nuovo modo di abitare la memoria mineraria e la sua eredità nel paesaggio contemporaneo.
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